
Antonio Acqua
attore
Antonio Acqua (Roma, 5 novembre 1893 – Roma, 18 ottobre 1966) è stato uno dei più affidabili caratteristi del cinema italiano del dopoguerra. Figlio di Camillo Acqua, ereditò il titolo nobiliare di Conte di Osimo, ma scelse la via del palcoscenico e del grande schermo, costruendo una carriera lunga e discreta al servizio dei migliori registi italiani del tempo. La sua specialità era incarnare figure di autorità: magistrati, ingegneri, avvocati, ufficiali militari e burocrati, ruoli in cui portava una credibilità naturale che lo rendeva prezioso in ogni ensemble anche senza primo piano nel cast. Lavorò con la crema della regia italiana: Pietro Germi lo diresse in Il ferroviere (1956) e in Divorzio all'italiana (1961), dove interpretò un parroco siciliano; Federico Fellini lo volle ne Le tentazioni del dottor Antonio (1962), episodio di Boccaccio '70, affidandogli la parte di un superburo con accento barese. Collaborò tre volte con Totò, in Totò, Vittorio e la dottoressa (1957), Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi (1960) e Lo smemorato di Collegno (1962). Nel 1960 apparve nella commedia corale Madri pericolose, diretta da Domenico Paolella, dove aveva 66 anni, affiancato da un cast ricco che includeva Mina e Riccardo Garrone. L'unico ruolo da protagonista della sua carriera fu quello del generale anziano in La via del Sud (1953) di Enrico Cappellini. In totale accumulò circa quaranta titoli cinematografici tra il 1940 e il 1966, mantenendo parallelamente una costante presenza teatrale in compagnie di primo piano, sempre in posizione di sostegno ai grandi nomi.