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Fabrizio Bentivoglio

attore

Fabrizio Bentivoglio è uno degli attori italiani più versatili e riconosciuti della sua generazione. Nato a Milano il 4 gennaio 1957, da giovane coltivò una promettente carriera calcistica nelle giovanili dell'Inter, interrotta da un infortunio al ginocchio che lo spinse verso il palcoscenico. Si formò alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e al Piccolo Teatro di Milano, debuttando in teatro con opere di Shakespeare e costruendo solide basi nel repertorio classico. Il cinema lo consacrò a partire dalla fine degli anni Ottanta, con titoli come Marrakech Express (1989) di Gabriele Salvatores e Apartment Zero (1988). Nel 1993 vinse la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia come miglior attore per Una pura formalità. Con Testimone a rischio (1996) si aggiudicò il primo dei suoi tre David di Donatello — come miglior attore protagonista —, seguiti da altri due come non protagonista per Del perduto amore (1998) e per L'incredibile storia dell'Isola delle Rose (2021, film Netflix di Sydney Sibilia), in cui aveva 63 anni al momento della lavorazione. Il suo profilo si è arricchito nel tempo grazie a collaborazioni con registi europei di rilievo, tra cui Theo Angelopoulos in L'eternità e un giorno (1998). In Happy Family (2010) di Salvatores interpretò Vincenzo, mentre nel 2023 è stato Michele in Grazie ragazzi di Riccardo Milani, commedia ispirata a Un triomphe. Ha recitato anche in Sconnessi (2018) e negli Gli ultimi saranno ultimi (2015), dimostrando un'innata capacità di muoversi tra dramma e commedia. Al cinema affianca una solida carriera teatrale e la regia, con il lungometraggio Non pensarci (2007). Ha ottenuto inoltre Nastri d'Argento e Ciak d'Oro nel corso della carriera.

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