Massimo Troisi
attore
Massimo Troisi (San Giorgio a Cremano, 19 febbraio 1953 – Roma, 4 giugno 1994) è stato uno degli attori, registi e comici più amati del cinema italiano del Novecento. Cresciuto in una famiglia numerosa nella provincia di Napoli, mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo con il gruppo cabarettistico La Smorfia, fondato insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro, che ottenne un grande successo televisivo tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta. Nel 1981 esordì al cinema da protagonista e regista con Ricomincio da tre, accolto con entusiasmo dal pubblico e dalla critica, che gli valse il David di Donatello per il miglior film e per il miglior attore. L'anno successivo diresse e interpretò Scusate il ritardo, in cui vestiva i panni di Vincenzo, un giovane napoletano disoccupato incapace di spezzare la sua apatia quotidiana. Nel 1984, a trentuno anni, affiancò Roberto Benigni nell'irresistibile commedia surreale Non ci resta che piangere, firmata a quattro mani, in cui i due comici si ritrovano catapultati nell'Italia del Quattrocento. Soprannominato "il comico dei sentimenti" per la sua capacità di unire umorismo e malinconia, Troisi vinse la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia nel 1989 per Che ora è? La sua ultima interpretazione, ne Il postino (1994), gli valse una candidatura postuma all'Oscar come miglior attore. Affetto da un grave problema cardiaco sin dall'infanzia, morì all'età di 41 anni, un solo giorno dopo aver terminato le riprese del film. La sua figura è anche al centro del documentario Laggiù qualcuno mi ama (2021), che ne celebra la memoria e l'eredità culturale.