
Matt Dillon
attore
Matthew Raymond Dillon, nato il 18 febbraio 1964 a New Rochelle (New York), è uno degli attori americani più versatili emersi dagli anni Ottanta. Figlio di una famiglia di origini irlandesi, crebbe in un ambiente con radici artistiche: due prozii erano celebri fumettisti, autori di strip iconiche come Flash Gordon e Blondie. Debuttò nel cinema nel 1979 con Over the Edge e si impose rapidamente come idolo adolescenziale grazie a film come I ragazzi della 56ª strada (1983) di Francis Ford Coppola, tratto dal romanzo di S.E. Hinton, e a una serie di pellicole giovanili che lo resero un simbolo della generazione Reagan. La svolta verso ruoli da adulto arrivò con Drugstore Cowboy (1989) di Gus Van Sant, che gli valse il primo Independent Spirit Award come miglior attore protagonista. Negli anni Novanta confermò la sua capacità di muoversi tra commedia e dramma con Tutti pazzi per Mary (1998), uno dei maggiori successi comici dell'epoca, e con To Die For (1995). Il momento più alto della sua carriera arrivò con Crash - Contatto fisico (2004) di Paul Haggis, in cui interpretò un agente di polizia razzista in un Los Angeles multietnica: la performance gli valse la nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista, un Golden Globe e il SAG Award (vinto collettivamente con il cast). Nel 2017 recitò accanto a Morgan Freeman e Michael Caine in Insospettabili sospetti (Going in Style), commedia diretta da Zach Braff, e nel 2018 fu il protagonista assoluto di The House That Jack Built di Lars von Trier, film presentato a Cannes — rilasciato in Italia come Una sola verità.